I 8 Migliori Whisky al mondo – Classifica e Recensioni

Whisky o Whiskey che sia, a seconda della sua provenienza, il distillato di cui stiamo per parlare in quest’articolo è decisamente tra quelli che nell’immaginario collettivo, maggiormente si caratterizzano per fama, piacevoli reminiscenze e fascino.

In questa nostra classifica, che non è una classifica vera e propria, ma piuttosto una selezione, abbiamo messo insieme otto “best” assoluti, ognuno dei quali è dotato di carattere e segni distintivi inconfondibili.

Come d’abitudine, li passiamo in rassegna per te, analizzandone il gusto e l’aspetto e mettendone in evidenza i punti di forza e le eventuali debolezze.

Migliori Whisky al mondo – Classifica 2021

Ecco qui di seguito la nostra selezione, che ti permetterà di scegliere il whisky che meglio si addice ai tuoi gusti e alla tua personalità.

1. Lagavulin 16 Year Old Scotch Single Malt, Whisky Scozzese

Il Lagavulin 16 anni proviene dalla Scozia, più precisamente, dall’Isola di Islay, di fronte alla costa occidentale del Paese. Il suo nome trae origine da un’espressione in gaelico antico che significa “il mulino della piccola valle”.

Già queste poche coordinate sono sufficienti a farci sentire tutto il fascino che caratterizza questo scotch! Si tratta di un single malt davvero ottimo. Vediamone insieme le caratteristiche salienti!

Prima di tutto, il colore: questo whisky si caratterizza per un bellissimo e caldo color mogano.

Passando al sapore, inconfondibili le note di torba e di fumo, chiare e riconoscibilissime, ma non moleste. Irrompono poi le note più dolci: sherry, marmellata di arancia, un che di salato o forse di iodato, quasi salmastro.

Il sapore rimane a lungo in bocca e dà una chiara sensazione di pastosità che si può addolcire diluendo con un pochino d’acqua.

Pro:

  • ottimo rapporto qualità/prezzo
  • perfetto per la degustazione meditativa
  • ottimo se abbinato con cioccolata

Contro:

  • Chi beve questo whisky da molto tempo ha notato un peggioramento negli ultimi due-tre anni

2. Jim Beam, Kentucky Straight Bourbon Whiskey

Eccoci di fronte a un bourbon, quindi, tecnicamente, non a un whisky, ma a un distillato prodotto rigorosamente sul territorio degli Stati Uniti, dotato di caratteristiche proprie, tra cui spicca la presenza obbligatoria del mais tra gli ingredienti.

Quello che ti presentiamo qui è il bourbon ideale per cominciare a bere questo tipo di “whisky”. Jim Bean è infatti gradevole, discreto e mai sfacciato. Viene prodotto con il metodo cosiddetto Sour Mash, a doppia fermentazione ed è invecchiato in botti di rovere americano bianco affumicato.

Il colore è un bel rosso intenso e il gusto è, come abbiamo detto, piacevole e semplice da godere, con note di fieno, miele, erbe aromatiche e vaniglia.

Prodotto già nel 1795, questo bourbon è un po’ un emblema americano e, in particolare, del selvaggio west, poiché mantiene intatto il sapore originale che un buon bourbon classico deve avere.

Pro:

  • perfetto da regalare anche per via del packaging interessante
  • ottimo per cocktail
  • ideale per chi ama il gusto classico del bourbon senza fronzoli
  • ottimo rapporto qualità/prezzo

Contro:

  • chi è abituato a bere bourbon meno classici, magari con l’aggiunta di aromi o scotch, potrebbe trovare il Jim Beam eccessivamente” rude” e grezzo per i suoi gusti

3. Talisker 10 Anni Single Malt Scotch Whisky

Torniamo a parlare di Scotch, con questo Single Malt davvero di tipo classico, che si caratterizza per i suoi sentori di torba e di salmastro.

Robusto, deciso, chiaramente dotato di forte personalità, è prodotto esclusivamente con malto scozzese, sull’isola di Eigg. Il gusto è contraddistinto dalla robustezza, da un leggero piccante e da lievi note dolci che fanno capolino durante la degustazione. Il tipico sentore affumicato risulta addolcito e particolarmente piacevole.

Da escludere l’utilizzo per la realizzazione di cocktail, ma decisamente indicato per l’abbinamento col cibo, ad esempio con del cioccolato fondente o con le ostriche, magari bevendolo poi direttamente dal guscio vuoto dell’ostrica appena mangiata! Da bere sempre e comunque liscio o, al massimo, on the rocks.

Pro:

  • ottimo da regalare
  • perfetto per chi ama e apprezza lo Scotch

Contro:

  • forse troppo rude per alcuni
  • Essendo uno scotch molto alcolico, questo gusto potrebbe risultare spiacevole ad alcuni

4. Oban 14 Anni Scotch Whisky Single Malt

Rimaniamo nella categoria degli Scotch Single Malt, con questo Oban 14 anni, prodotto nelle Highlands scozzesi, nella cittadina che porta lo stesso nome della distilleria: Oban, appunto.

Questo single Malt 14 anni è uno dei prodotti di punta di quella che è una delle distillerie più antiche di tutta la Scozia e si distingue subito per il suo piacevole colore dorato.

Si distingue subito all’olfatto: salmastro, leggermente affumicato, con dolci note di miele e caramello; il ventaglio olfattivo è davvero degno di nota. Non delude affatto neppure il sapore: frutta secca, toni legnosi, miele.

Decisamente di tono medio, ha un che di cuoio e di spezie che lo avvicinano al Bourbon. Il finale è lungo e decisamente salmastro. Piacevolissimo. Risente un po’ troppo del contrasto tra dolce e salato, che a tratti non è ben equilibrato, ma nell’insieme, stiamo parlando di uno scotch di tutto rispetto.

Pro:

  • Ottimo rapporto qualità/prezzo
  • l’ideale per chi ama i classici di buon livello

Contro:

  • per alcuni troppo semplice  
  • l’odore ed il gusto di torba sono appena avvertibili: ciò costituisce un punto negativo per chi ama proprio questo dello scotch

5. Bulleit Bourbon Frontier Whiskey Americano

Torniamo ora alla categoria dei bourbon statunitensi, di cui questo Bulleit Bourbon Frontier conserva decisamente tutte le caratteristiche, senza sfociare nel ridondante.

Inconfondibili i sentori di miele e caramello tipici di questo tipo di whisky, accompagnati da un certo gusto di nocciola e fumo. ha un che di mentolato e il dolce non esagera mai.

In breve, un gusto decisamente pulito e netto. All’olfatto è appena speziato, con note decise di cannella, rovere, menta e sciroppo d’acero. Riempie la bocca, è caldo e abbastanza lungo, con un finale che sa decisamente di caffè, noce e caramello.

Un bourbon semplice ed equilibrato, senza eccessivi slanci, ma decisamente piacevole.

Pro:

  • l’ideale per chi vuole assaggiare qualcosa che si avvicini molto al Bourbon del vecchio Far West, che sia però ripulito e non così rude
  • Essendo uno “straight rye whiskey”, ha come principale ingrediente la segale e non il mais: ciò gli dona un gusto inconfondibile: meno dolce e più secco

Contro:

  • Chi ama e conosce i Rye Whiskey, potrebbe trovarlo troppo semplice rispetto ad altri della stessa categoria

6. Nikka Whisky From The Barrel

Non potevamo non includere, nella nostra selezione, un whisky giapponese. Questo in particolare poi, è davvero uno dei migliori. Innanzitutto, non si tratta di un single malt, ma dell’unione di un single malt di malto e di un grain whisky.

Il risultato è un distillato molto deciso e duro, ma al tempo stesso morbido e piacevole.

Sia all’olfatto che al gusto, colpisce per la quasi totale assenza di torba. Quest’assenza è compensata da spiccati sentori erbacei e speziati. Un che di rabarbaro e noci nell’odore ne completa il bouquet davvero interessante.

Al palato, la prima impressione è pungente e decisamente alcolica, ma, subito dopo, si stabilizza e riequilibria con un finale denso di morbidezza e piacevolezza. Da gustare decisamente liscio o, tutt’al più diluito con un pochino di acqua, sempre fresco, mai ad una temperatura superiore ai 20 gradi.

Pro:

  • per chi ama i whisky ben strutturati

Contro:

  • non adatto come base per cocktail
  • Ad alcuni può risultare eccessivamente alcolico

7. Laphroaig, Islay Single Malt Scotch Whisky, 10 Anni

Torniamo in Scozia, sull’isola di Islay, per presentare un altro interessante Single Malt tenacemente ancorato alle migliori tradizioni dell’arte scozzese della distillazione.

Cionondimeno, questo è uno scotch dotato di personalità propria e di grande individualità; uno scotch che non conosce vie di mezzo: o lo si ama o lo si odia!

L’aroma è molto sfaccettato, complesso, addirittura: torba bruciata all’inizio, un che di floreale, poi, frutta. All’inizio è piuttosto dolce, ma poi diventa molto marino: salmastro, con un qualcosa che ricorda le alghe. Il finale recupera la torba ed è decisamente salmastro.

Il Whisky Laphroaig ha ulteriori particolarità: è infatti uno dei whisky che compongono il Long John di Ballantine’s e di Teacher’s e durante il periodo del proibizionismo statunitense, riuscì a non farsi vietare in quanto “bevanda medicinale alcolica”! 

Pro:

  • ottimo, perché meno rude, se diluito con un pochino di acqua
  • l’ideale per chi vuole un assaporare un deciso sentore di Scozia

Contro:

  • il sentore forte di fumo è giudicato da alcuni come sgradevole

8. Jack Daniel’s Old No 7

Potevamo dimenticare di recensire il classico dei classici, nonché il whisky di fatto più venduto al mondo? Decisamente no!

Cominciamo dal mash di questo whisky americano, ovvero dalla miscela di cereali che lo compone: mais per l’80% e poi segale e malto d’orzo.

Eppure, questo whisky non è un bourbon: questo perché il processo di filtrazione impiegato è il cosiddetto Lincoln County Process che prevede l’utilizzo di carbone vegetale proveniente da legno d’acero americano.

La maturazione, invece, avviene in botti di quercia bianca americana carbonizzata. La distillazione del whisky Jack Daniel’s, invece, è quella classica del Tennessee Whisky: la sour mash. Il Jack Daniel’s ha un bel colore ambrato.

All’olfatto prevale il caramello dolciastro che poi si stempera nel fumo di legno di acero. Al palato, questo whisky è dolce con una punta piacevolmente acre. La vaniglia è chiaramente percepibile e riequilibria il ventaglio di sapori che rischierebbe di diventare chiassoso. Insomma, dignitoso e degno di rispetto, senza essere sorprendente.

Pro:

  • un classico che può contare su una folta comunità di estimatori assoluti

Contro:

  • per alcuni è troppo scontato e banale, senza una chiara personalità.

Conclusioni 

Come al solito, non abbiamo compilato una lista con un primo ed un ultimo posto e i whisky che abbiamo presentato costituiscono una selezione di “pari merito”. Sta ai gusti personali di ciascuno metterli o no sul podio.

Intanto, però: salute! Qualunque sia il whisky, il whiskey o il bourbon che sceglierai di assaggiare e gustare e, soprattutto, in quale occasione sceglierai di farlo, o se, magari, deciderai di dedicare a ciascuno una parte della tua attenzione!

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